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I drive, je conduis, أسوق... Guido... غويدو

Ci sono 10 categorie di persone: chi capisce i numeri binari e chi non li capisce.
June 26

Conferenza Emeriti Ipocriti

 
19 giugno 2009
Avvenire a Berlusconi: faccia chiarezza
"Arrivare il più presto possibile a un chiarimento sufficiente a sgomberare il terreno dagli interrogativi più pressanti, che non vengono solo dagli avversari politici ma anche da una parte di opinione pubblica non pregiudizialmente avversa al premier". Così, in un editoriale a firma Gianfranco Marcelli, Avvenire chiede a Silvio Berlusconi di fugare i dubbi riguardo alla vicenda partita da Bari delle feste con ragazze a pagamento a Palazzo Grazioli.
"E se anche non fosse possibile eliminare ogni ombra - continua il giornale dei vescovi -, perché ad esempio su alcune questioni il bandolo della matassa è in mano alla magistratura, si pongano almeno i presupposti per evitare ulteriori stillicidi di chiacchiere e di tempeste mediatiche".
Marcelli si domanda, in "questo clima di smarrimento", "se il presidente del Consiglio abbia finora scelto la linea di resistenza migliore e i difensori più appropriati al suo caso". "Senza illudersi che l'efficienza - sottolinea - dell'azione di governo possa far premio sempre e comunque sui comportamenti privati. Alla lunga, tutto finisce per avere un prezzo. E il pericolo soprattutto in questo caso, è che a pagarlo non sia soltanto il singolo debitore di turno, ma l'intero Paese".
 
MA COME?!?!?!
 
Il magnifico super Presidente del Consiglio depenalizza il falso in bilancio, e voi vescovi... nulla, silenzio.
Il mitico Silvio con l'aiuto del fido Al-Fano si rende immune da qualsiasi imputazione e voi bigottoni... nulla, silenzio.
Il superlativo Berlusca infanga la Magistratura, sputa sul Parlamento, è "non-condannato" come corruttore di un corrotto condannato (leggi: avvocato Mills), ne fa di ogni e voi... nulla, silenzio.
L'incorreggibile Silvio "da cattolico" quale si definisce difende la famiglia -pur essendo al suo secondo divorzio, in cui tra l'altro, viste le dichiarazioni della ex-moglie, qualche piccola ombra e qualche dubbio potrebbero anche nascere- e voi... nulla, silenzio, "sono fatti suoi"...
L'incorreggibile Silvio continua a mentire spudoratamente, a ritrattare, ad infangare, a mentire nuovamente, a screditare chiunque osi anche solo contestargli qualsiasi affermazione e voi, difensori del parlar evangelico... nulla, silenzio, forse anche con una certa complicità...
 
Ora, solo perché salta fuori che il buon Silvio ha fatto sesso con qualche donna, nelle sue (...) residenze da mille e una notte... "E' bene che si faccia chiarezza..."

 Ma perché?!

Ma perché sorvolate allegramente sul "Non rubare", sul "Date a Cesare quel che è di Cesare",  su "Il vostro aprlare sia SI, SI. NO, NO" e non sapete staccare i vostri occhi ed il vostro cuore da "Non commettere atti impuri"?!
Ma possibile che solo il sesso vi sappia far sobbalzare sulla vostra poltrona vescovile?!
Ma possibile che siate sensibili soltanto a questo argomento, al sesso?!
Ma possibile che tutta la morale cattolica per voi si riconduca sempre e soltanto alla morale sessuale?! E pensare che a me risultava includere anche l'onestà, la correttezza sul lavoro, l'occuparsi degli interessi di tutti, prossimi e meno prossimi, rifuggendo ogni forma di menzogna, compromesso, clientelismo, corruzione, favoritismi...

Magari mi sbaglio io, ma da cattolico quale provo ad essere, mi vergogno profondamente di questo comportamento che la Conferenza Emeriti Ipocriti sta tenendo...

June 15

Il destino di un paese... e forse non solo di un paese!

 
"Il destino di un paese cambierà
quando ci saranno un popolo pronto
ed un leader pronto"
(Josè Martì)
 
Forse qualcosa sta cambiando...
 
 
Fonte: La Stampa
Il governo vieta le manifestazioni, ma centinaia di migliaia protestano.
L'Onu: rispettare volontà del popolo

TEHERAN
Sono centinaia di migliaia i sostenitori del candidato moderato Mir Hossein Mousavi scesi oggi in strada a Teheran per contestare le rielezione del presidente ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad.
Alla manifestazione di protesta, vietata dalle autorità, è presente anche Mousavi. «Siamo pronti a partecipare a una nuova elezione presidenziale», ha detto il candidato moderato parlando dal tetto di un’automobile. Centinaia di migliaia di persone hanno invaso avenue Azadi, una delle principali arterie della capitale, per protestare contro la rielezione di Ahmadinejad, che ha vinto le presidenziali di venerdì con il 63 per cento dei voti, stando ai risultati ufficiali diffusi dal ministero dell’Interno ma contestati dai sostenitori di Mousavi.
I manifestanti sfilano in modo compatto lungo la via, luogo dove tradizionalmente si svolgono le manifestazioni di commemorazione della Rivoluzione islamica del 1979. Secondo gli agenti di polizia sul posto, ci sono «almeno un milione e mezzo di persone». La gente urla slogan come «morte al dittatore» e «Se-shanbé, Se-Shanbé, etessab, etessab» (martedì, martedì, sciopero, sciopero). «Se Dio vorrà ci riprenderemo i nostri diritti», ha detto alla folla Mousavi, il principale rivale del presidente uscente ed ex primo ministro. «Siamo pronti a partecipare nuovamente a una elezione presidenziale», ha aggiunto l’esponente moderato, che gode di un largo seguito tra i giovani iraniani.
Mousavi aveva annunciato che sarebbe intervenuto alla manifestazione per invitare i suoi sostenitori alla calma, ma la sua presenza rappresenta una vera sfida alla guida suprema della Repubblica islamica, l’ayatollah Ali Khamenei, il quale ha invitato Mousavi a contestare il voto usando le vie legali. Il candidato moderato ha chiesto al Consiglio dei guardiani della Costituzione l’annullamento dello scrutinio per irregolarità. Il corteo di protesta è tenuto sotto controllo a distanza da agenti in tenuta anti-sommossa, mentre nella zona è stata temporaneamente sospesa la copertura per i telefoni cellulari. Anche la tv, controllata dal governo centrale, non diffonde immagini della manifestazione, ignorata anche dalle agenzie di stampa locali.
Nel frattempo la censura del regime si fa sempre più stretta. Oggi è stata resa nota la messa al bando del quotidiano di Mussavi, Kalameh Sabz, mentre alcuni giornalisti di televisioni straniere sono stati espulsi perchè filmavano immagini degli scontri a Teheran. Vietato anche l’accesso a Youtube, che aveva messo in rete immagini dei disordini riprese con i cellulari. Per i giornalisti stranieri è diventato ancora più difficile lavorare. Il ministero dell’Orientamento e della Guida islamica ha fatto sapere che non saranno rinnovati i visti rilasciati per seguire le elezioni e alcuni inviati, considerati testimoni scomodi delle violenze della milizia Basij sui dimostranti, hanno ricevuto un fax che li avverte della possibilità di essere arrestati da un momento all’altro se sorpresi in strada. - I ministri degli esteri della Ue hanno chiesto all’Iran di fare un’indagine sulle denunce fatte da diversi candidati sullo svolgimento delle elezioni.
Intanto arrivano le prime reazioni della comunità internazionale. L'Onu chiede con il segretario generale Ban Ki-moon che sia rispettata «l’effettiva volontà del popolo iraniano». Anche la Casa Bianca ha espresso oggi la sua «preoccupazione» riguardo alla regolarità delle elezioni presidenziali di venerdì. I ministri degli Esteri della Ue hanno chiesto alle autorità iraniane di «prendere in considerazione e indagare sulle denunce di brogli elettorali».
 
Speriamo...
 

E' un po troppo che non scrivo...

...addirittura la Microsoft viene a visitare il mio blog...

...forse che è un po' troppo che non mi faccio vivo e stiano controllando se esisto ancora?!


Ok, ok, tornerò a scrivere di tanto in tanto!!!

May 21

...ops, ci ha ripensato...

Da La Stampa del 21-05-2009

Di comune accordo, giù il sipario: Berlusconi non si precipita in Parlamento come una furia per randellare i giudici del caso Mills.
E l’opposizione, anziché pretendere il dibattito in aula, respira di sollievo. Il vento è già girato.
La nuova polemica investe la Rai, le nomine, le lottizzazioni... Di giustizia si tornerà a parlare, certo, ma dopo le Europee.
In questo momento converrebbe solo a Di Pietro (ecco perché il Pd cambia volentieri registro) e alla Lega (guarda caso, da Bossi zero solidarietà al premier). Franceschini, che sulle prime era balzato in groppa alla sentenza milanese, ora si pone alla testa delle posizioni più realiste e manda un messaggio limpido al premier: stia alla larga dal Parlamento. «Dall’inizio della legislatura», argomenta il segretario democratico, «Berlusconi non ha mai trovato un minuto per parlare in Aula dei problemi degli italiani. Adesso intende venire per autoassolversi e per sollevare un polverone politico». (ma allora siete proprio scemi!!! ma essere capaci di stare un poco compatti e cogliere un'occasione, no eh?!)
Lasci perdere, fanno eco i capigruppo Finocchiaro e Soro. Quanto ai magistrati, non è detto che il Csm partirà lancia in resta. E la reazione dell’Anm, solitamente vibrata, stavolta suona rituale: «Inaccettabile invettiva di Berlusconi, gravi i toni denigratori, solidarietà e vicinanza ai colleghi Gandus, Caccialanza e Dorigo». Invece quanta fatica, narrano al Plebiscito, stoppare Berlusconi. L’idea della piazzata alle Camere era tutta sua, e non perché gli fossero saltati i nervi. Al contrario. Doveva servirgli per «mettere un tappo a questo stillicidio infinito», come lo definisce in privato: dalle «veline» alle mazzette, da Veronica alla Gandus, dal signor Letizia all’avvocato Mills. Goccia su goccia. E l’immagine del premier che si intacca. Basta, dunque. L’irruzione nel Parlamento virtuale di Vespa tamponò lo scandalo Noemi. In mancanza del «Porta a porta», stavolta Berlusconi si sarebbe contentato del Parlamento vero. Ma ieri ha preso in esame gli effetti collaterali. Tanti e nocivi. Anzitutto, raccontano i suoi, l’immenso regalo politico a Di Pietro. L'ex-pm e Franceschini sono «due vecchi giustizialisti», li accomuna il portavoce Bonaiuti, ma poi Berlusconi distingue. Se Tonino prende forza alle Europee, a Silvio non viene nulla di buono. Dunque, meglio evitare di dargli il palcoscenico.

Secondo Donadi, dell’Idv, Berlusconi innesta la retromarcia proprio «per paura» di Di Pietro. Seconda controindicazione: ci sarebbero mille temi (come obietta a ragione Franceschini) su cui riunire le Camere. Perché scegliere il più infido, l’accusa di corruzione? Infine, argomento clou: la campagna elettorale di Berlusconi è stata fin qui imperniata sul «troncare e sopire», nel presupposto che molti elettori di centrosinistra (se non stuzzicati) preferiranno la spiaggia. Una rissa in Parlamento permetterebbe al premier di tranquillizzare i fan, d’accordo. Però mobiliterebbe pure gli elettori avversari, che provocati si accalcherebbero alle urne, magari turandosi il naso. Che autogol. Ecco spiegato il cambio di strategia. Berlusconi parlerà d’ora in poi tutti i giorni, ma di terremoto, di banche, di grandi opere. S’inventerà qualcosa perfino sabato, quando solitamente vola in Sardegna, magari una conferenza stampa. Motivare la retromarcia non è difficile: «Agenda piena», mette le mani avanti l’avvocato Ghedini, «molteplici impegni che, ovviamente, non possono essere rinviati...». Verso sera Berlusconi fa diffondere dall’ufficio stampa il testo di una sua vecchia autodifesa (settembre 2008) pubblicata nell’ultimo libro del solito Vespa. E' un modo per far sapere che sul caso Mills si ritiene vittima di una macchinazione, e che sul giudice Gandus («Un mio nemico politico, militante dell’estrema sinistra») in 8 mesi non ha cambiato parere. Anzi, ne pensa il peggio possibile.
E' fin troppo evidente che il Premier consideri gli italiani come burattini rincoglioniti da lasciare tranquilli in coda sulle autostrade per il mare o alla peggio da intontire con annunci pirotecnici di opere faraoniche o con tragiche scene strappalacrime... il problema è che puntualmente noi italiani ci caschiamo!!! E a proposito di agenda piena, pienissima, riporto qui di seguito un'urgenza che in questo fitto di agenda però sta trovando spazio, anzi, sta procedendo speditamente... il nuovo ddl Alfano.

Sempre da La Stampa del 21-05-2009
Nuovi ddl per regolare il processo. L'Idv: un altro Lodo Alfano
Il giorno dopo la sentenza Mills, e lo sfogone del premier, il Pdl riparte di slancio dalle leggi che regolano i giudici e i tribunali. Il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, si precipita alla Camera per depositare gli emendamenti del governo al ddl sulle intercettazioni. Il governo di colpo ha fretta. Caliendo arriva convinto che il ddl si voterà la settimana prossima e sa che il risultato è scontato, visto che sarà un voto di fiducia. Gli emendamenti non apportano grandi sorprese: si ammorbidiscono i vincoli e le sanzioni per i giornalisti e si alleggerisce la formulazione degli «indizi di colpevolezza» che serviranno per autorizzare un’intercettazione.
L’unica novità è un sistema di salvaguardia per le conversazioni degli 007. I magistrati - vedi caso procura di Milano che procede per Abu Omar - dovranno prima chiedere il permesso al presidente del Consiglio. (...non ci voglio credere...)
Il Pd grida all’ennesimo scandalo. Con sorpresa del sottosegretario Caliendo, però, la questione slitterà di un mese o addirittura due. Nel pieno della riunione, la presidente Giulia Bongiorno viene informata dallo staff di Fini che la Conferenza dei capigruppo ha appena deciso di chiudere la Camera per la campagna elettorale. Insomma, nessuna accelerazione. Anzi. E c’è persino chi pensa a uno sgambetto dei leghisti. Ma Roberto Cota, il capogruppo, precisa: «Nessun dissidio. Il rinvio è solo tecnico. L’accordo tra noi è saldo». Al Senato, intanto, si procede su un altro ddl firmato da Alfano, quello che modifica il processo penale. Ddl molto articolato. Anche qui, una corsa contro il tempo. Sennonché il senatore Luigi Li Gotti, dipietrista, solleva un caso di prima grandezza: «È in arrivo - dice - una nuova legge “ad personam”. Silvio Berlusconi, grazie al Lodo Alfano, si è assicurato la non processabilità. Ma non si accontenta».
Li Gotti sostiene che tra le pieghe del ddl Alfano c’è un’intrigante modifica all’articolo 238-bis della procedura penale. In sintesi: con le regole attuali, una sentenza passata per i tre gradi di giudizio può essere utilizzata in un diverso processo. Con le modifiche proposte dal governo, ciò sarebbe possibile solo nei processi per mafia e terrorismo. «In questo modo - dice ancora Li Gotti - il premier vuole scongiurare la possibilità che nel suo processo, quando verrà portato in giudizio, venga utilizzata, quale prova dei fatti, la sentenza Mills». Conferma, sia pure con cautela, il senatore Felice Casson, Pd: «Oggi Berlusconi è protetto dal Lodo Alfano. Tra quattro anni, quando per lui il processo riprenderà, una sentenza definitiva sul caso Mills potrebbe essere molto imbarazzante. In questo senso, la modifica della legge ha un valore “ad personam”».

Per capirci: in un mondo ideale due complici di un reato (facciamo un esempio: rapina!) vengono processati insieme per lo stesso reato e assolti o condannati. Punto.
Ma in Italia non è sempre così: ci sono casi in cui uno dei due imputati ha un qualche super privilegio e riesce a fare sospendere il suo processo, solo il suo. (e già questo mi fa un po' inca**are!!!) Il secondo imputato, che faceva il palo durante la rapina, viene invece condannato. L'altro no: il processo è sospeso.
Poi nel frattempo interviene la prescrizione o, per stare sicuri, questa legge fantastica, per cui alla fine il fatto che "il palo" sia stato condannato non può essere utilizzato come elemento di condanna per il complice... paradossalmente può accadere, ed accadrà, che "il palo" venga condannato per aver aiutato un rapinatore che -agli occhi del tribunale- non c'è.

«Niente affatto - replica il senatore Piero Longo, Pdl, relatore della legge -, questa storia della legge “ad personam” è una bufala politica e basta. Premesso che la legge va cambiata per salvaguardare il principio del contraddittorio, e che c’è una sentenza della Corte Costituzionale in questo senso, oggi esiste solo una sentenza Mills di primo grado. Ci sarà una sentenza definitiva, se fanno le corse contro il tempo, tra un anno e mezzo. Nel frattempo interverrà la prescrizione. E di certo una prescrizione per Mills non si potrebbe utilizzare in un processo a Silvio Berlusconi. Tecnicamente parlando, le cose che dice Li Gotti non stanno in piedi». A destra, comunque, tengono molto a questo ddl. C’è un articolo che sembra tagliato su misura sul caso del giudice Gandus, la bestia nera di Berlusconi. Dice l’onorevole Niccolò Ghedini, avvocato del premier: «Il codice consentirebbe già i rimedi, ma visto che la magistratura è restia ad applicare in modo puntuale l’attuale normativa, bisogna meglio specificare che ogni volta che un giudice abbia manifestato le proprie opinioni di assoluto contrasto politico nei confronti di un determinato soggetto, non lo possa giudicare».

E' bellissimo: se vuoi intercettarmi me lo devi chiedere... e mi giudichi soltanto se sei d'accordo con me e con il mio orientamento politico.
Sempre per capirci, se riesco a dimostrare che il giudice ha espresso un assoluto dissenso politico nei miei confronti, allora non mi può processare!
Per fare esempi in "par condicio", se sono uno dei "piccoli geni di Forza Nuova" che qualche anno fa ha ridotto a ferro e fuoco Porta Venezia a Milano, mi basta dimostrare che un giudice abbia apertamente dichiarato il proprio contrasto politico nei confronti del fascismo e delle sue nuove forme, ed ecco che quel giudice non mi potrà giudicare.
Allo stesso modo, se sono militante di un centro sociale che occupa illegalmente uno stabile, in cui per arrotondare magari spaccio o anche solo rivendo alcolici senza la benché minima licenza, beh, basta che quel giudice abbia manifestato in qualche occasione qualche orientamento di destra o di centro o che abbia anche solo una volta detto che il comunismo a cui io dico di ispirarmi è stato un fallimento (cosa per altro riconosciuta dalla storia) ed ecco che non può giudicarmi...
La realtà è ben oltre la fantasia...


May 19

Ah ah! E adesso?!

 
A febbraio scrivevo rispetto al processo Mills, avvocato corrotto condannato per falso e per essere stato corrotto da un corruttore non processabile...
Oggi tutte le fonti di informazione (soprattutto all'estero) commentano la seguente notizia, relativa al deposito delle motivazioni della sentenza.
 
Da La Stampa del 19-05-2009:
MILANO
«Mills ha agito certamente da falso testimone da un lato per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse o almeno il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute fino a quella data. Dall’altro lato ha contemporaneamente perseguito il proprio vantaggio economico».
Lo scrivono i giudici del Tribunale di Milano, decima sezione, nel motivare le ragioni della condanna decisa il 17 febbraio scorso di David Mills per corruzione in atti giudiziari in concorso con Silvio Berlusconi. Le motivazioni della sentenza di condanna di Mills a quattro anni e sei mesi sono contenute in 376 pagine.
Mills era accusato di aver preso 600mila dollari per fornire dichiarazioni false o reticenti in due datati processi milanesi: All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di Finanza. La posizione di Silvio Berlusconi, coimputato di Mills, era stata stralciata in quanto i giudici della decima sezione del Tribunale di Milano avevano trasmesso gli atti del processo alla Consulta perchè verificasse la corrispondenza alla Costituzione del cosiddetto Lodo Alfano, riguardante le quattro più alte cariche dello Stato. Il dibattimento nei confronti di Berlusconi è quindi stato sospeso.
Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha annunciato che riferirà davanti al Parlamento sul caso.
 
E adesso?! Dopo che andrà a riferire in parlamento?! Che farà, oltre che sparare me*$a sulla magitratura comunista?!
E noi italiani, che faremo?! Saremo capaci di indignarci e scendere in piazza oppure preferiremo continuare a seguire la telenovela del "Divorzio alla Veronica con Silvio"?!
 
 

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Guido Morosi

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